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Come si beve la Birra
Il terzo bicchiere che conosciamo un pò tutti è la classica Pinta che con la sua forma a cono rovesciato e lo slargo subito sotto l 'orlo neutralizzano qualsiasi schiuma delle bitter ales e valorizzano quella delle stout. Subito dopo vediamo il vecchio Boccale di vetro caro ai bavaresi e ai super bevitori. Lo Stivaletto, come lo chiamiamo noi, o Stiefel, non importa cosa ci si beve,ma come si beve. La sua forma infatti gioca brutti scherzi agli inesperti. E' il bicchiere dell 'iniziazione alle confraternite studentesche in Germania. Il penultimo bicchiere è la Colonna Biconica, ha il vetro di spessore medio, una forma allargata al centro e la bocca a chiudere, per le pils belghe e per i bevitori che non vogliono l'ombra della schiuma.

L'ultimo bicchiere, uno dei miei più graditi, accoglie una delle tipologie di birra a cui tengo molto e di cui vorrei parlarVi: si tratta della Weizen (Weisse) e della Blanche, la prima è una birra di frumento prodotta in Germania leggermente asprigna e dorata con una abbondantissima schiuma ed è proprio per questo che si usa un bicchiere molto alto e affusolato o per le Blanche ( questo che vedete nella foto) che usiamo per servire la Hoegaarden. E' una birra dissetante, rinfrescante e assai digestiva e una caratteristica importante di questa birra è il lievito che rimane in sospensione, dando alla birra un gusto particolare e un aspetto opaco. E' prodotta in tre tipi: la hefeweizen (chiara con lievito), la dunkelweizen (scura con lievito) e la kristallklar (chiara ma senza il lievito in sospensione).La Blanche invece, è sempre una birra a base di frumento ma, a differenza della Weisse, è prodotta in Belgio e viene aromatizzata con l'aggiunta di coriandolo e curacao ed è a mio parere una birra eccezionale; in particol modo ricordiamo la Blanche Des Honnelles e la Blanche De Namur due birre speciali Belghe d 'Abbazia. Un'altra birra da non dimenticare secondo me è anche la Colomba, aromatizzata con fiori di macchia e prodotta in Corsica.

Dopo aver esaminato le nozioni principali sul modo di conservare la birra, su come saperla servire e versare nel bicchiere apposito per esltarne il gusto, passiamo ad analizzare dettagliatamente l 'esame olfattivo che precedentemente avevamo accennato.
Possiamo paragonare gli aromi della birra ad un mazzo di fiori assortiti, ognuno con un proprio specifico profumo, ma che tutti uniti portano ad una combinazione di profumi che noi chiamiamo comunemente "bouquet". Da numerose esperienze si è concluso che per ottenere un giudizio olfattivo si deve prima di tutto ricercare le materie prime impiegate, concentrandosi quindi sul Malto e sul Luppolo e successivamente sul floreale cercando di riconoscere, fiori e piante che riusciamo a ricordare, per passare poi alla fase più divertente cioè alla ricerca del fruttato.
Gli aromi fruttati derivano dagli "esteri" cioè quelle sostanze che reagiscono con l'alcol, per riconoscere queste caratteristiche aromatiche possiamo usare un indice che va da 0 a 5, sapendo che 0 ci indica una birra non aromatica (come una semplice lager) dove le sostanze percettibilili aromatiche sono 0 e all 'estremo vertice 5 troviamo una birra con il massimo fruttato, ricca di aromi e sapori (come una birra d 'Abbazia rifermentata in bottiglia) l'Abbaje des Rocs.

L'ultima fase olfattiva è dedicata alla ricerca dei profumi con la tecnica dell'open mind: si tratta di liberare la mente da ciò che normalmente riusciamo a percepire con la fase olfattiva come ad esempio, i fiori più o meno freschi o la frutta più o meno acerba o matura arrivando a cogliere quei sapori veramente impercettibili.
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